Corso di perfezionamento e di aggiornamento professionale in gestione delle imprese familiari

E’ stato riaperto il termine (per altri 10 giorni) delle iscrizioni del Secondo Corso di perfezionamento e di aggiornamento professionale in gestione delle imprese familiari.
Il Bilancio, le Regole, il Controllo e la Finanza delle Imprese Familiari

Le imprese familiari rappresentano l’ossatura del tessuto imprenditoriale italiano, ma soprattutto nordorientale, una importante fonte di creazione di valore e di valori.
La gestione di queste imprese rappresenta evidenti peculiarità, come la governance e la finanza, ma anche le imposte tasse e il passaggio generazionale. Tutti questi elementi se condotti bene e gestiti ottimamente possono rappresentare “punti di forza”.
Questo è l’obiettivo di questo corso, dove Massimo Gazzani è componente del Comitato Scientifico.

E’ un’opportunità unica per il Figlio che vuole entrare, per il Padre che vuole capire, per lo Zio che intende organizzare, per il professionista che ha bisogno di approfondire.

Restiamo a Vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti. Non esitate a chiedere e a iscrivervi.
Di sotto allegato trovate locandina descrittiva

Grazie della collaborazione
Cordiali saluti

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Acconti 2011 – termini e principali novità

La disciplina relativa ai termini e alle modalità di versamento in due rate degli acconti IRPEF ed IRES è contenuta nel co. 3 dell’art. 17 del DPR 7.12.2001 n. 435.
Come sostituito dall’art. 2 del DL 15.4.2002 n. 63 convertito nella L. 15.6.2002 n. 112 e successivamente modificato dall’art. 37 co. 11 del DL 4.7.2006 n. 223 convertito nella L. 4.8.2006 n. 248, a decorrere dall’1.5.2007..

Tale norma prevede espressamente che le disposizioni in materia di acconti IRPEF e IRES si applichino anche al versamento degli acconti IRAP. In pratica, viene estrinsecata la regola dell’art. 30 co. 3 del DLgs. 15.12.97 n. 446 che, ai fini del versamento degli acconti IRAP, rinviava alla disciplina prevista per le imposte sui redditi. La modifica è quindi puramente formale.
Particolari disposizioni sono poi previste per i soggetti che si avvalgono dei regimi della trasparenza fiscale e del consolidato nazionale.

Mercoledì 30.11.2011 scade il termine per il versamento degli acconti IRPEF, IRES, IRAP e del contributo INPS ex L. 8.8.95 n. 335, relativi al 2011, da parte dei soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.
Per le società ed enti il cui esercizio sociale non coincide con l’anno solare, il termine di versamento del secondo o unico acconto è stabilito entro l’undicesimo mese dell’esercizio.

Nuovi obblighi di versamento in acconto

A partire da quest’anno, occorre procedere al versamento in acconto della “cedolare secca” sulle locazioni di immobili abitativi (ai sensi dell’art. 3 del DLgs. 14.3.2011 n. 23), per i contribuenti che hanno optato per tale regime opzionale di imposizione sostitutiva.

Inoltre, già a partire dal 2009, gli acconti sono dovuti anche con riferimento:

  •  all’addizionale IRES del 6,5% (10,5%) per le imprese che operano nei settori del petrolio e dell’ener­gia (c.d. “Robin tax”), introdotta dall’art. 81 co. 16 del DL 25.6.2008 n. 112 convertito nel­la L. 6.8.2008 n. 133;
  • all’addizionale IRES del 4% per le imprese con elevata capitalizzazione di Borsa che operano nei settori del petrolio e dell’energia, prevista dall’art. 3 della L. 6.2.2009 n. 7;
  • all’addizionale delle imposte dirette del 25% sul materiale pornografico e di incitamento alla violenza, c.d. “tassa etica” o “porno tax” (prevista dall’art. 1 co. 466 della L. 23.12.2005 n. 266 e suc­cessive modifiche);
  • all’imposta sostitutiva relativa al regime dei contribuenti minimi (di cui all’art. 1 co. 96 – 117 della L. 24.12.2007 n. 244).

Altre PRINCIPALI disposizioni IN MATERIA DI ACCONTI

Tra le altre principali disposizioni in materia di determinazione e versamento degli acconti per il 2011 si segnalano:
– “metodo storico”
– della detassazione parziale degli investimenti in macchinari (c.d. “Tremonti-ter”);
– della detassazione per la realizzazione di campionari nel settore tessile (c.d. “Tremonti-quater”);
– delle agevolazioni fiscali per le reti di imprese;
– della riduzione da un nono a un decimo del limite massimo di deduzione dei maggiori valori dei marchi e dell’avviamento affrancati ex art. 15 co. 10 ss. del DL 185/2008;
– dell’aumento automatico dell’aliquota IRAP nelle Regioni in deficit sanitario;
– della “cedolare secca” sulle locazioni di immobili abitativi;
– relativamente al c.d. “metodo previsionale”, alcune modifiche applicabili a partire dal periodo d’im­posta 2011, che hanno toccato l’IRES (es. riduzione della percentuale deducibile degli accan­tonamenti per le spese di ripristino e sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili) e l’IRPEF (es. imposta sostitutiva del 10% sui premi di produttività dei lavoratori dipendenti, “cedolare secca” sulle locazioni di immobili abitativi).
Si ricorda inoltre che, a partire dal 2007, è stato introdotto l’obbligo di versare l’acconto dell’addizionale comunale IRPEF. Anche con riferimento al 2011, il pagamento doveva essere effettuato in un’unica solu­zione entro il termine di corresponsione del saldo IRPEF 2010; tale adempimento non ha quindi nes­sun effetto in occasione delle prossime scadenze.

Particolarmente attenzione merita il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, firmato in data 21 novembre 2011, che prevede, fra l’altro, il differimento del versamento di 17 punti percentuali dell’acconto IRPEF dovuto per il periodo d’imposta 2011. Di conseguenza l’acconto IRPEF dovuto entro mercoledì 30 novembre ammonterà all’82 per cento anziché al 99 per cento. La differenza sarà versata a giugno del 2012.

Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99 per cento spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24 (art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241).

Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale dell’82 per cento. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti d’imposta provvederanno a restituire nella retribuzione erogata nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute. Nel caso in cui i sostituti d’imposta non siano in grado di riconoscere la riduzione dell’acconto sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre 2011, gli stessi dovranno comunque restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione successiva.
Grato della Vostra attenzione, lo Studio Gazzani rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti ed approfondimenti

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Concessione di beni in godimento a soci o familiari dell’imprenditore – Dubbi applicativi

La comunicazione dei beni d’impresa concessi in godimento ai soci o ai familiari dell’imprenditore di cui all’art. 2 co. 36-sexiesdecies del DL 138/2011 presenta tuttora numerosi aspetti dubbi, che hanno determinato la proroga al 15 ottobre 2012 dei primi invii.

Tra questi, i principali riguardano:
– la necessità o meno di comunicare i finanziamenti ricevuti dai soci ai quali non è stato concesso in godimento nessun bene aziendale (in senso positivo si è espressa in modo informale l’Agenzia delle Entrate);
– la possibilità o meno di ragguagliare il costo indeducibile (per effetto del corrispettivo inferiore al valore di mercato) all’effettiva differenza tra quanto versato dal socio e il valore di mercato stesso, nonchè all’effettivo periodo per il quale il socio ha beneficiato del bene aziendale;
– il trattamento delle società non residenti che, in assenza di stabile organizzazione in Italia, non producono reddito d’impresa e, come tali, non dovrebbero subire alcun aggravio;
– il trattamento dei soci non residenti che, al contrario, produrrebbero redditi diversi imponibili in Italia.

Questa comunicazione è una novità assoluta nel panorama dei rapporti Contribuente & Fisco, e va ad interelazionare la sfera privata con quella aziendale, annotando iniziative possibili ai fini del redditometro e della sostenibilità di spese personali a carico delle società familiari.
L’attenzione è massima.

Grazie dell’attenzione

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PEC imprese – Obbligo di comunicazione al Registro delle imprese

Entro il prossimo 29.11.2011, le imprese costituite in forma societaria prima del 29.11.2008 devono, se non hanno ancora provveduto, comunicare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) al Registro delle imprese.
Restano escluse da tale obbligo le imprese individuali e tutte le altre imprese non costituite in forma societaria.

La comunicazione va effettuata per via telematica (mediante Comunicazione unica), secondo le modalità previste per le comunicazioni al Registro delle imprese.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare 3.11.2011 n. 3645/C, ha fornito i primi chiarimenti in merito all’iscrizione nel Registro delle imprese dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) delle imprese costituite in forma societaria (art. 16 co. 6 del DL 185/2008).

Fra gli altri chiarimenti, il Ministero dello Sviluppo Economico ha precisato che :
– in caso di omessa o tardiva comunicazione della PEC, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 2630 c.c. per le omesse comunicazioni, nei termini prescritti, al Registro delle imprese;
– non è necessario che ogni impresa abbia un proprio indirizzo PEC, potendo avvalersi della casella di posta elettronica dello studio professionale al quale ci si affida o della casella di altra società cui l’impresa obbligata alla comunicazione sia giuridicamente o economicamente collegata.

Lo Studio Gazzani mette a disposizione un indirizzo di posta elettronica appositamente creato con l’impegno di tenerlo aggiornato, controllato, di prenderne visione e comunicare al cliente le informative a Lui destinate. Il costo del servizio è di 10 euro/annuo più 2 euro/ per ogni messaggio che richieda una risposta. Nel caso dunque vogliate affidarci l’incarico Vi invitiamo di rispondere al presente messaggio, compilando quanto sotto allegato.

Grazie dell’attenzione

Cordiali saluti

 

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Limiti all’utilizzo del denaro contante

Riduzione della soglia a 1.000,00 euro – Novità del DL 201/2011 convertito

I libretti al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro devono essere estinti (o il saldo deve essere ridotto ad un importo inferiore al suddetto limite) entro il 31 marzo 2012. In caso di inadempimento, attenuazione della sanzione per i libretti con saldo inferiore a 3.000 euro.
Espressa esclusione delle sanzioni per le ulteriori violazioni commesse nel periodo compreso tra il 6 dicembre 2011 e il 31 gennaio 2012.
Sono queste le principali novità in materia di limiti all’utilizzo di contanti, assegni “liberi” e titoli al portatore inserite in sede di conversione in legge del DL 201/2011.

L’art. 12 comma 1 del DL 201/2011, a decorrere dal 6 dicembre 2011, ha ridotto da un importo pari o superiore a 2.500 euro ad un importo pari o superiore a 1.000 euro il limite relativo all’utilizzo del denaro contante, all’emissione di assegni “trasferibili” (o “liberi”) e al saldo dei libretti di deposito al portatore.
In particolare, è vietato il trasferimento di denaro contante (di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore) tra soggetti diversi per importi pari o superiori a 1.000 euro (per tali trasferimenti è necessario ricorrere a banche, istituti di moneta elettronica o a Poste Italiane spa).

Rimane sempre valido per gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Gli assegni circolari, i vaglia cambiari e postali possono essere richiesti, per iscritto, dal cliente senza clausola di non trasferibilità, se di importo inferiore a 1.000 euro. Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro.

Era, inoltre, previsto che i libretti con saldo pari o superiore a 1.000 euro avrebbero dovuto essere estinti, ovvero il loro saldo essere ridotto a un importo inferiore a 1.000 euro, entro il 31 dicembre 2011. In sede di conversione in legge si è deciso di rinviare questo termine al 31 marzo 2012.

L’art. 58 del DLgs. 231/2007, prevede espressamente l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie in misura percentuale rispetto agli importi delle “operazioni”. Il comma 8, tuttavia, stabilisce che la sanzione amministrativa pecuniaria non può essere inferiore a 3.000 euro.
La medesima disciplina sanzionatoria dovrebbe trovare applicazione con riguardo alla violazione dell’art. 49 comma 14 del DLgs. 231/2007, ovvero qualora, in caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cedente non comunichi, entro 30 giorni, alla banca o a Poste Italiane spa, i dati identificativi del cessionario, l’accettazione di questi e la data del trasferimento.

Si ricorda, infine, che la L. 122/2010, di conversione del DL 78/2010, in seguito all’abbassamento dei limiti all’utilizzo del contante da 12.500 a 5.000 euro aveva escluso l’applicazione delle sanzioni comminate per la violazione delle citate disposizioni commesse nel periodo dal 31 maggio 2010 (data di entrata in vigore del DL 78/2010) al 15 giugno 2010, e riferite alle nuove limitazioni di importo. Al fine di ovviare alla limitata conoscenza delle novità introdotte con decorrenza immediata dal DL 78/2010, infatti, il Legislatore era intervenuto ex post precludendo la sanzionabilità delle violazioni commesse nel primo periodo di applicazione dei nuovi limiti. La sanatoria preservava comunque la punibilità delle violazioni commesse nel medesimo periodo, ma per importi pari o superiori alla previgente soglia di 12.500 euro.

Analoga disposizione era stata inserita in sede di conversione in legge (L. 148/2011) del DL 138/2011, che aveva segnato il passaggio al limite di 2.500 euro a decorrere dal 13 agosto 2011. Si era, infatti, esclusa l’applicazione delle sanzioni per le violazioni poste in essere nel periodo dal 13 agosto 2011 al 31 agosto 2011 e riferite alle nuove limitazioni d’importo. Restavano, invece, sanzionabili le violazioni commesse in quel periodo per importi pari o superiori alla precedente soglia di 5.000 euro. Come evidenziato, allo stesso modo si procede con riguardo al più recente abbassamento dei limiti. Infatti, benché essi siano in vigore dal 6 dicembre 2011, in sede di conversione in legge del DL 201/2011 si è precisato che non costituiscono infrazione le violazioni commesse nel periodo compreso tra il 6 dicembre 2011 e il 31 gennaio 2012 e riferite alle nuove limitazioni d’importo.

Attenzione all’uso del contante : può essere un danno !

Grazie dell’attenzione

 

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Applicazione e primi confronti dell’imposta municipale propria

MODALITÀ DI VERSAMENTO DELL’IMU

Di seguito vengono evidenziate le principali novità in relazione all’imposta municipale propria (IMU) introdotta a decorrere dall’1.1.2012.
Determinazione dell’acconto per l’anno 2012
In virtù del fatto che entro la scadenza per il versamento della prima rata dell’IMU fissata al 18.6.2012 (il 16 cade di sabato) i Comuni potrebbero non aver ancora deliberato aliquote e detrazioni, sono state introdotte alcune disposizioni per il versamento dell’acconto per l’anno 2012. È previsto, infatti, che per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale (per la quale si dirà
in seguito) il versamento dell’acconto dell’IMU per l’anno 2012 deve essere effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base (0,76%).
La seconda rata sarà versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata.
Versamento rateale per l’abitazione principale per l’anno 2012
Per quanto concerne l’IMU dovuta per l’anno 2012 sull’abitazione principale e le relative pertinenze, è stabilito che l’imposta può essere versata (la scelta spetta al contribuente):

  •  in due rate: la prima entro il 18.6.2012 (il 16 è sabato) e la seconda entro il 7.12.2012 (il 16 è domenica),
  •  ovvero, in tre rate che scadono il 18.6.2012, il 17.9.2012 e il 17.12.2012.

Nel caso il versamento avvenga in due rate:

  1. la prima rata, senza applicazione di sanzioni ed interessi, è pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base (0,4%) e la detrazione prevista dalla legge (200,00 euro aumentabile di 50,00 euro per ogni figlio convivente e residente di età inferiore a 26 anni, fino al massimo di otto figli);
  2. la seconda rata sarà versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata.

Nel caso il versamento avvenga in tre rate:

  1. per la prima e seconda rata è possibile pagare 1/3 dell’imposta calcolata applicando l’aliquota base (pari allo 0,4%) e le detrazioni previste;
  2. la terza rata è calcolata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta sulla base delle aliquote e detrazioni deliberate dai Comuni per l’anno 2012, con conguaglio sulle precedenti rate.

Agevolazioni per l’abitazione principale e immobili di interesse storico
Tra le altre novità, è stabilito che le agevolazioni per l’abitazione principale si devono applicare solo relativamente all’abitazione in cui il contribuente e il proprio nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente e si applicano per un solo immobile.

Ma non solo perchè l’Imposta Municipale Unica introdotta con il Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2012 doveva avere attuazione con l’anno 2014 in sostituzione della ICI. Invece il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011 (convertito con Legge n. 214 del 22 dicembre 2011) ne ha anticipata l’introduzione al corrente 2012, modificandone la denominazione in Imposta Municipale Propria. L’imposta viene applicata in via sperimentale per due anni, ma con profonde varianti rispetto al regime precedente.
Punto di partenza per il calcolo della base imponibile è la rendita catastale attribuita alle singole unità immobiliari, rilevabile sui Certificati rilasciati dalle Agenzie del Territorio.
La conversione in Legge n. 44/2012 del Decreto Legge n. 16/2012 della scorsa settimana, per quanto riguarda gli edifici storici soggetti a vincolo di tutela, ha fissato che LA BASE IMPONIBILE È RIDOTTA DEL 50%. Modalità di versamento con bollettino postale
A decorrere dall’1.12.2012, sarà possibile versare l’IMU anche mediante bollettino postale in aggiunta al modello F24.

Siamo così tutti in attesa di applicare l’Imu, conoscere così il vero impatto tributario, anche perchè i segnali sono diversi. In media, il prelievo IMU sull’abitazione principale sara’ pari a 235 euro – ha affermato ieri il ViceMinistro Grilli nel question time, difendendo l’imposta, parlando di gettito di 3,4 miliardi, a fronte dei circa 3 dell’ICI.
Attendiamo i conteggi definitivi e i “versamenti”. Vi allego una breve relazione del Ministero dell’Economia per la Vostra lettura e approfondimento.

Grazie dell’attenzione
Cordiali saluti

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